Coltivazione e Difesa



Ciclamino - consigli di coltivazione

Alcuni Cenni per una corretta coltivazione del Cyclamen


Dopo l’invaso, è indispensabile conoscere i parametri della serra di coltivazione: il livello di luce (ombreggio), le condizioni di ventilazione e la temperatura; questi infatti saranno i fattori che maggiormente caratterizzeranno la crescita del ciclamino.

Per esempio, condizioni di bassa ventilazione e forte ombreggio, (per contrastare le alte temperature estive), provocheranno una crescita vigorosa della pianta, facilitando l’allungamento dei peduncoli, e l’ingrossamento delle foglie. Questo tipo di sviluppo è più frequente nelle Serre di grandi dimensioni, nelle quali la circolazione dell’aria è più scarsa e dove, per attenuare le alte temperature normalmente vengono usati teli termici o ombreggi troppo scuri, favorendo l’instaurarsi di un macro clima pesante. Nei tunnel semplici o multipli (con massimo 2 capriate), con finestre laterali, per effetto di un buon ricambio d’aria, e in presenza di una buona luminosità (50Klux), questo tipo di crescita è meno probabile che si verifichi.

Da subito dopo l’invaso è indispensabile irrigare bene le piantine ed il substrato in modo che l’acqua raggiunga ogni parte di terra. In condizioni di alte temperature è preferibile tenere una buona luminosità (50Klux) ed è consigliabile lasciare le piante asciugare almeno per la parte esposta del substrato: questo favorirà l’aerazione delle radici, la loro integrità ed un maggiore sviluppo delle stesse. Questo aiuterà anche ad evitare asfissia radicale, infatti con le alte temperature l’ossigeno contenuto nella soluzione nutritiva è insufficiente e attraverso l’asciugatura parziale del substrato e la conseguente ossigenazione, si avrà lo sviluppo di  un migliore apparato radicale.


Allargatura

Nella coltivazione del ciclamino l’allargatura è un’operazione che spesso non viene considerata in tutta la sua importanza. A nostro avviso invece è da considerarsi una delle fasi più delicate, perché può influire in maniera rilevante sul portamento della cultura.
L’allargatura può essere fatta in due in due modi diversi:

Il sistema tradizionale prevede una leggera spaziatura 4-5 settimane dopo l’invaso, quando le piante poste vaso con vaso hanno le foglie che iniziano a toccarsi; la densità di spaziatura  sarà in relazione al diametro dei vasi ed in funzione del mantenimento del microclima (sfruttando l’ombra prodotta dalla chioma e dal vaso, il terriccio rimane più fresco e le radici possono crescere in condizioni quasi ottimali).
Bisogna tenere presente che le allargature principali del ciclamino, proprio per il suo ciclo produttivo, avvengono in estate con temperature oltre i 30 gradi di giorno. Le successive spaziature verranno eseguite con gli stessi criteri, ma con tempestività. In questo caso non sono ammessi ritardi, perché se le piante in concorrenza fra di loro iniziano a filare, crescono molto velocemente indebolendosi. La mancanza di microclima dovuta alla spaziatura, sommata ad una più alta temperatura del substrato, porterà le piante ed una condizione di stress danneggiando anche l’apparato radicale.
E’ chiaro che il modo di operare appena descritto necessita di un attento controllo e di numerosi e tempestivi interventi.
In alcune realtà produttive questo tipo di operazione non è possibile. L’alto numero di piante coltivate o ad esempio il sistema di irrigazione a goccia (senz’altro valido ma poco flessibile) a l’alto costo della manodopera costringono il floricoltore a semplificare questa operazione.

La seconda ipotesi di allargatura inizia 3-4 settimane dopo l’invaso, da piante poste una vicino all’altra con una buona luminosità in modo da ottenere foglie forti e piccoli corti.
In questo caso si andranno a disporre le piante nel modo definitivo o quasi, tenendo conto che le piante vanno allargate prima che le foglie giungano al bordo del vaso.
Le piante si presenteranno con l’apparato fogliare compatto (non deve formarsi microclima) e quindi non subiranno alcuno stress anche se spaziate molto larghe. Normalmente, in piante di questa dimensione, l’apparato radicale è di dimensioni ridotte ed avrà modo di crescere adattandosi alla nuova ambientazione senza subire danni. La crescita sembrerà lenta perché le piante formeranno numerose piccole foglie, ma successivamente la chioma prenderà una forma gradevole, sferica e robusta.
Per coltivare con questo sistema è necessaria un’irrigazione molto uniforme; ideali in questo caso i sistemi goccia-goccia, canalette e flusso e riflusso.


Impiego di Brachizzanti sui Ciclamini e concimazione

La cosa principale da fare è quella di mettere le piante in sere luminose, e di procedere all’allargatura nei tempi corretti, le piante infatti non devono assolutamente filare, solo così anche con l’aiuto dei nanizzanti si riuscirà ad avere una pianta compatta.

Dopo il primo mese di coltivazione, quando la chioma si è formata e raggiunge il bordo del vaso, e in ogni caso, prima che le piante si tocchino con le foglie ed immediatamente prima o subito dopo l’allargatura, trattare con Alar allo 300g/hl (basta un leggera nebulizzazione sulle foglie).
Nel frattempo, alla comparsa dei peli radicali all’esterno del pane di terra iniziare la fertirrigazione. Nel terriccio va mantenuta una salinità compresa tra 350-500microS. Per la concimazione bisogna utilizzare settimanalmente 1.5-2g/lt di concime, tale concentrazione va suddivisa in diverse irrigazioni (ad esempio 3-4 interventi alla dose di 0.5 grammi/lt).

Nella prima fase della concimazione è bene fertilizzare usando concimi N:K 1:2, successivamente tra la 10° e 11° settimana dopo l’invaso, si può passare ad usare  un concime con un rapporto N:K 1:3/1:4, mantenendo sempre la stessa conducibilità elettrica nel terriccio. (E’ possibile concimare con concimi con rapporto 1:3/1:4 già dalla terza settimana dopo l’invaso.) Se l’apparato radicale è scarso o di colore bruno, bisogna ridurre o interrompere la concimazione (sintomi abbastanza frequenti durante l’estate).

Effettuare per tutto il secondo mese di coltura 3 trattamenti di Alar a 300g/hl (praticamente ogni 10 giorni), controllando prima di ogni trattamento l’effetto ottenuto con il precedente, aumentando il dosaggio fino a 400-500g/hl o la frequenza dei trattamenti se non si riscontrano effetti soddisfacenti; viceversa diminuire la frequenza di fronte ad un forte effetto brachizzante. E’ possibile usare anche Tilt 40g/hl, facendo attenzione perché ha un effetto brachizzante maggiore rispetto ad Alar.
Inizialmente l’effetto potrebbe essere lieve, successivamente si potrà notare una colorazione delle foglie brillante e più scura, e la chioma prenderà una forma sferica e compatta. Tutte le piante si presenteranno più uniformi e compatte.
Al termine del secondo mese di coltura, le piante normalmente, essendo precoci, inizieranno a fiorire (in questa fase si possono notare alcuni bottoni). A questo punto deciderà il floricoltore se continuare o meno i trattamenti nanizzanti, a seconda anche della dimensione della pianta che si vuole ottenere, dello stadio di fioritura ecc.. (Tilt se necessario potrà essere usato anche sul ciclamino fiorito).
E’importante ricordare che i nanizzanti, non risolvono i problemi colturali. Ad esempio piante troppo molli, filate perché fitte o per poca luce, troppo azoto, ecc…Inoltre se la coltivazione è già molto compatta e poco vigorosa per le condizioni ambientali è inutile o dannoso utilizzare tali prodotti.


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Begonia Elatior - consigli di coltivazione

Le giovani piante

La corretta coltivazione della Pianta Madre e della Talea, rivestono un ruolo primario nei confronti del risultato finale. Più che in ogni altra pianta, il vigore, la temperatura, la quantità di luce artificiale irradiata sulle PM prima e sulle Talee successivamente sono parametri che fanno la differenza.


Substrato

Una miscela di torbe bionde e brune (non è consigliata la torba nera) leggermente fibrose di media granulometria, con l’aggiunta del 15% di Perlite e di 40 Kg di Argilla per mc, costituiscono il terriccio ideale.
Il pH deve essere compreso fra 5.5 ed 6 e la dotazione di nutrimenti dev’essere pari ad 1 Kg di fertilizzante per mc del tipo di PG Mix.


Condizioni e luogo di produzione

Le Talee normalmente vengono invasate in vasi del Ø 12-14. Si possono produrre anche vasi del Ø 18-20 con 3 Talee. E’ consigliabile la coltivazione su bancali con Sub-irrigazione o in flusso-riflusso.
Durante le prime 4-5 settimane i vasi sono posti uno vicino all’altro, successivamente vengono diradati alla densità di 20-25 piante per mq. per il Ø 12 ed alla densità di 16-18 piante per mq. per il Ø 14.

La Begonia esige un ambiente caldo e leggermente ombreggiato, temperature di coltivazione di 18-19° C, con ombreggio al 50-70%, oltre il livello di 30 klux.
L’apertura delle finestre, o la ventilazione devono essere leggere e progressive, è importante mantenere in serra un Macro-Clima caldo e moderatamente umido al contrario condizioni di ventilazione elevate, basse temperature, luminosità elevata ed asciugature della zolla, induriscono e compattano eccessivamente le piante, provocandone la fioritura anticipata.
E’ consigliabile l’abbassamento della temperatura a 16°C e una ventilazione maggiore, solo nella fase di fioritura, in questo modo si otterranno piante più robuste, con fiori dai colori più forti.


Coltivazione

Irrigare bene le piante dopo l’invaso, e continuare la coltivazione senza lasciare che il substrato si asciughi.
Assicurarsi che l’acqua di irrigazione abbia la stessa temperatura del substrato e se possibile irrigare per sub-irrigazione (comunque senza bagnare le foglie).
Allargare le piante facendo attenzione al mantenimento del Micro-Clima, (durante questa fase, si possono aiutare le piante, ombreggiando maggiormente e mantenendo leggermente più alta l’Ur attraverso spruzzatore ecc.).


Dopo 3-4 settimane di coltivazione di norma si inizia la fertirrigazione, che può essere effettuata ad ogni irrigazione, con un fertilizzante equilibrato (es. un 20-20-20 o un 18-18-18) alla dose di 1 gr/lt, massimo 2 gr/lt, dipendentemente dalla frequenza degli interventi.

Se si utilizzano acque dure, è bene che la frazione azotata del fertilizzante sia in buona parte ammoniacale (fino al 60%), in ogni caso anche con acque dolci, consigliamo la presenza di una parte ammoniacale del 25-30%. L’azione dell’azoto sotto questa forma, grazie alle trasformazioni che avvengono per renderlo disponibile alla pianta, stabilizza il pH, migliorando l’assorbimento dei microelementi e mantenendo le piante più vegetative.

In fatto di salinità la Begonia è una pianta tollerante, si possono raggiungere livelli di EC nel terriccio pari ad 1000μS. Alla comparsa dei bottoni fiorali, la concimazione va comunque ridotta e il concime va sostituito con uno adatto alla fase di fioritura con rapporto N:K 1:3.
Durante i periodi più caldi, consigliamo un controllo più attento della salinità. Molto spesso in questa stagione, le abbondanti e frequenti fertirrigazioni possono alzare il livello dei Sali oltremisura provocando l’abbassamento del pH, con possibili bruciature delle foglie.


Fitoregolatori

Durante la coltivazione ad alta densità e sulle Cultivar più vigorose, consigliamo se necessario il controllo della crescita attraverso Cycocel alla dose di 200g/hl, nebulizzando finemente le foglie anche solo sulle zone di maggiore crescita, cercando in questo modo di uniformare le piante.
I trattamenti normalmente non sono necessari durante l’inverno, mentre possono essere eseguiti ogni 15 gg. ed in qualche caso nella tarda primavera anche ogni settimana.
Se è necessario brachizzare la Begonia durante la fioritura, il Cycocel non è utilizzabile perché crea ustioni sui fiori, in questo caso è possibile intervenire con tilt fino a 40 g/hl.


Fotoperiodo e Fioritura

La Begonia è una pianta a giorno corto quantitativo, l’induzione a fiore avviene quando il giorno è più corto di 14 ore, oppure dopo un certo numero di internodi (3-4).
Per questo motivo le piante durante l’inverno devono essere illuminate artificialmente con luci di assimilazione, (2500 lux/mq) o con semplici lampade, o Neon, (15 watt/mq) da settembre marzo compreso.
L’illuminazione avviene per le prime 2-4 settimane, allungando il giorno fino a 16-18 ore in questa fase il giorno corto si ottiene spegnendo semplicemente le luci.
In questo periodo per ottenere il giorno superiore alle 16 ore si può intervenire in due modi: il primo consiste semplicemente nel prolungare il giorno dopo il tramonto, oppure anticipando l’alba, facendo attenzione che la somma delle ore di luce artificiale più le ore di luce naturale superino le 16 ore totali.
L’altro metodo consiste nell’interrompere la notte per esempio illuminando dalle 21.00-22.00 alle 2.00-3.00, ottenendo due piccole notti, al tramonto e l’’alba, le quali non vengono sommate dalla pianta.
Da Aprile ad Agosto (giorno lungo naturale) si possono oscurare le piante per 16 ore il giorno, per la durata di 2 settimane, per esempio: dalle ore 18.00 alle ore 10.00 del giorno successivo, naturalmente questo dopo le 2-4 settimane di giorno lungo.
In questa stagione è possibile anche la coltivazione senza l’oscuramento, infatti le moderne varietà di Begonia, tendono a fiorire piuttosto facilmente dopo la formazione di alcuni internodi. Solo in condizioni ambientali molto calde la fioritura può essere ritardata o insufficiente.


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Calceolaria - consigli di coltivazione

Calceolaria ha circa 9-12 settimane di coltivazione. Va invasata su un terriccio ben drenante a ph 5.5-6.

Durante la coltivazione va mantenuto sul substrato una EC di circa 500microS. Per le prima settimane di coltivazione può essere usato un concime equilibrato  per poi passare ad uno con rapporto N:K 1:3, più adatto alla fioritura.

 

Subito dopo l’invaso le piante possono essere messe in coltivazione a 15-18°C, successivamente la temperatura può essere abbassata. Calceolaria è una pianta giorno neutro, ma l’induzione a fiore è influenzata dalla temperatura notturna che deve essere di 11-14°C.

 

Come regolatore di crescita può essere utilizzato Tilt 40g/hl


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Cineraria - consigli di coltivazione

Cineraria necessita circa di 10-12 settimane dall’invaso alla fioritura. La varietà Napoli non ha bisogno del periodo di vernalizzazione per l’induzione a fiore e necessita di 10-12week per la fioritura, le altre varietà hanno bisogno della vernalizzazione. La varietà Angel fiorisce in 12-14 settimane, mentre Moll e Starwars sono le più tardive.  
Per l’invaso va utilizzato un substrato con ph tra 5.5 e 6 ben drenante.

Dopo l’invaso mantenere le piante a 14-16°C per permettere la radicazione iniziale per circa 2 settimane, successivamente, si passa al periodo di vernalizzazione, che durerà dalle 4 alle 5 settimane, la temperatura dovrà essere abbassata 7-10°C per favorire l’induzione fiorale (Napoli non necessita di vernalizzazione).
Trascorse le 5 settimane, la temperatura può essere alzata nuovamente a 13-15°C, per terminare la coltivazione.
Bisogna cercare di non bagnare troppo le piante, per evitare marciumi radicali. All’inizio della coltivazione si può usare un concime vegetativo/equilibrato, per passare poi ad un concime con rapporto N:K1:3 per la fioritura. Mantenendo sul terriccio una EC di circa 500microS.

Come regolatore di crescita può essere utilizzato Tilt 40-50g/hl


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Crisantemo - consigli di coltivazione


l Crisantemo è una pianta a giorno corto, ha l’induzione fiorale quando la durata del giorno scende sotto le 12 ore ca.

La coltivazione del crisantemo in Italia solitamente viene fatta a giorno corto naturale, senza programmazione di fioritura attraverso l’oscuramento, ottenendo così piante fiorite fra le settimana 38-39 (le varietà più precoci: Settembrini) e la settimana 43 (Festa dei Santi).

Per l’invaso usare un terriccio drenante con ph 5.5-6.5.

Subito dopo l’invaso trattare con Aliette 200 g/hl oppure Pit stop 200 g/hl + Enovit metil 80 g/hl, per dare protezione alle radici delle piante appena invasate.

Nelle aree geografiche che hanno estati molto calde, i crisantemi possono soffrire di marciumi radicali, dovuti a stress termici. Per questo motivo consigliamo di non utilizzare vasi neri e di invasare le piante il più tardi possibile (non oltre le wk 28-30), in modo che durante l’estate le piante siano ancora vegetative e non abbiano un apparato radicale troppo sviluppato che potrebbe risentire delle alte temperature. Per evitare questo problema è anche consigliato usare vasi più grandi, così che le radici abbiamo più spazio, riempiendo la zolla il più tardi.

Le varietà Multiflora di Sentier non necessitano di spuntatura, e non hanno particolari esigenze, l’unico accorgimento da tenere è quello di piantarli leggermente più profondi nel vaso per facilitare la radicazione anche dalla base dei nuovi rami formati.

Solo per il crisantemo tradizionale (fiore a palla), dopo 10-15 giorni dall’invaso, non appena le piante si sono affrancate, si può procedere con la 1° spuntatura successivamente trattare con Rovral plus 150 g/hl per evitare marciumi e cicatrizzare le ferite.

Tra la fine della 3° e la 4° settimana dopo l’invaso, fare la seconda spuntatura e se necessario, solo per le varietà più vigorose una terza spuntatura tra la 6° e l’8° settimana.

In ogni caso con l’ultima spuntatura è consigliabile non andare oltre le settimane 30-32 se non si conosce esattamente il tempo di reazione della varietà.

Durante la coltivazione sarà necessario intervenire all’occorrenza con regolatori di crescita, per mantenere le piante compatte, si potrà usare Alar gold 500g/hl oppure Tilt 70-80g/hl.

Il crisantemo è una pianta molto esigente dal punto di vista nutrizionale. Nella prima parte della coltivazione usare un concime equilibrato (18-10-18) cercando di mantenere sul terriccio una EC 500-800 microS (rap di analisi 1:1.5), successivamente, verso la metà di Settembre usare un concime per la fioritura con un rapporto N:K 1:2 1:3.


Parassiti:

Afidi: trattare con Confidor 200sl 80g/hl

Tripidi: Le foglie e i fiori colpiti si deformano e si increspano, sono visibili delle piccole cicatrici, dovute alle punture degli insetti. Trattare con Laser 25 g/hl, Glorial jet 80 g/hl, Lannate 200 g/hl.

Piralidi: le foglie presentano delle asportazioni di tessuto, dovute alle larve. Queste possono trovarsi anche sugli steli, o al loro interno.

I danni sono più evidenti a fine estate, inizio autunno.

Trattare con Laser 25 g/hl, Glorial jet 80 g/hl, Lannate 200 g/hl, prodotti a base di Bacillus turingensis.

Larve defogliatrici: foglie e fiori vengono erosi dalle piccole larve di colore verde. Trattare con Laser 25 g/hl, Glorial jet 80 g/hl, Lannate 200 g/hl e prodotti a base di Bacillus turingensis.

Acari: sulla pagina fogliare si vedono numerose lesioni, il lembo fogliare assume una colorazione verde-grigiastro. I boccioli vengono infestati al momento dell’apertura e sono malformati. L’infestazione si sviluppa molto rapidamente soprattutto nei periodi caldi, quando la durata del ciclo riproduttivo passa da 36 giorni a 17.

Trattare con Nexter 100 g/hl, Magister 75 g/hl.

 

Malattie:

Alternaria: sulle foglie possono comparire delle macchie necrotiche di colore marrone, contornate da aloni gialli. Trattare con Signum 100 g/hl oppure Folio 200 g/hl.

Oidio: su foglie e steli si sviluppa un’efflorescenza bianca, polverosa. Intervenire con prodotti a base di zolfo, oppure con Signum 100 g/hl

Ruggine: su entrambe le pagine fogliari si sviluppano delle macchie clorotiche di 2-5 mm su cui si formano delle pustole brune e polverose. I tessuti anneriscono e necrotizzano. L’infezione può avvenire con temperature tra i 6 e 31°C.

Trattare con Pomarsol 80 wg 125 g/hl.

Botrite: Sui fiori o sulle foglie si formano delle piccole macchie brune che si estendono fino ad interessare l’intero organo. Trattare con Rovral plus 150 g/hl.

Marciumi radicali (Pythium): le piante appassiscono e ingialliscono, l’apparato radicale è ridotto e colpito da marciume bruno, che necrotizza i tessuti e può estendersi al colletto. Si sviluppa in condizioni di elevate temperature e umidità levata. Trattare con Ridomil gold sl 20 g/hl, Aliette 200 g/hl, Pit stop 200 g/hl.

Marciume del colletto (Phytophthora): nei periodi di caldo, in presenza di eccesso di irrigazione o ristagno idrico, si osserva un marciume scuro che interessa la radice, il colletto e la base del fusto. I sintomi solitamente si presentano in Settembre-Ottobre. Trattare con Ridomil gold sl 20 g/hl, Aliette 200 g/hl, Pit stop 200 g/hl.

 


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Dahlia - consigli di coltivazione

Per avere Dalia pronta alla fioritura in primavera, il periodo di invaso  può variare da gennaio ad aprile. La coltivazione del vaso varia dalle 8-9 settimane, nel periodo invernale, alle 6-7 settimane nella stagione più favorevole.

Substrato

Il tipo di terriccio da utilizzate deve essere drenante con un pH tra 5.7 e 6.3 (torba bionda, perlite e fibre di cocco), per evitare i ristagni idrici che possono comportare malattie radicali e del colletto.

Condizioni e luogo di produzione

La crescita vegetativa della pianta, la formazione dei getti laterali e dei boccioli sono favoriti dal fotoperiodo lungo, con la lunghezza del giorno di almeno 14 h, ottenuta con il prolungamento del giorno o l’interruzione della notte.
In generale condizione di bassa luminosità, la produzione dei germogli laterali è ridotta e quindi anche la fioritura sarà scarsa.
In  condizioni di giorno corto, con lunghezza del giorno inferiore alle 12 ore,  la pianta può dar luogo alla formazione del bulbo, non sviluppando sufficientemente la parte aerea con una fioritura anticipata.
Le temperature di coltivazione turante il giorno devono essere tra i 16-18°C e la notte intorno ai 16°C.

Concimazioni

Le piante vanno mantenute correttamente irrigate e fertilizzate, cercando di non lasciare la vegetazione della pianta bagnata troppo a lungo, questo potrebbe comportare l’insorgenza di malattie.
Dopo che la pianta si è affrancata sul vaso è possibile intervenire con concimi vegetativi N:K 1:1, ed in prossimità della fioritura, passare a concimi con rapporto N:K 1:3.
Fare attenzione alla possibile carenza di ferro, in tal caso è bene fare concimazioni aggiuntive con ferro 2g/l.
Durante la coltivazione, prima dell’allargatura consigliamo di effettuate due concimazioni a base di Calcio, per evitare fastidiose bordature necrotiche delle foglie basali.

Spuntatura/Allargatura

2 settimane dopo l’invaso, le Dalie vanno spuntate per permettere un migliore accestimento delle piante, soprattutto nella stagione con poca luce.
Durante la primavera, in serre ben luminose è possibile coltivare le Dalie anche senza spuntatura.
Dopo 5-6 settimane dall’invaso, normalmente le piante sono pronte all’allargature (16-18 piante mq)
Le Dalie sono abbastanza sensibili ai brachizzanti, se necessario, consigliamo di  intervenire con Alar 300-400g/hl, facendo attenzione a non esagerare per evitare di bloccare le piante, e a non brachizzare appena prima della fioritura, per non ridurre la grandezza dei fiori.


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Gerbera Jamesonii - consigli di coltivazione

Coltivazione

Per la pianta in vaso la coltivazione varia dalle 8 alle 11 settimane, (i tempi s’intendono dal trapianto alla vendita) e dipendono dal periodo dell’anno e dalle tecniche di coltivazione che si adottano.
Invasate le nostre Gerbere in un terriccio leggermente concimato (gr.1000/mc di fertilizzante) a base di torba bionda grossolana, addizionato con un 15/20% di Perlite e un po’di argilla (3-4%).
Un substrato per Ciclamini di solito può andare benissimo.

Le piante devono essere trapiantate in vasi con diametro variabile da 10 a 14 cm secondo la taglia che s’intende ottenere e del periodo di fioritura programmato. Le temperature di coltivazione devono essere intorno ai 16-18°C fino a che le piante saranno ben radicate, poi si possono portare a 14-16°C.
In condizione di alta luminosità è possibile coltivare gerbera con temperature minime notturne anche di 10-12°C, la coltivazione sarà più lunga (12 settimane), ma la qualità potrebbe essere addirittura migliore (piante più compatte e piene). Le giovani foglie che presentano decolorazioni biancastre sono il segnale di una temperatura inadeguata a livello del substrato.
D’inverno mantenete la coltivazione in piena luce, con una soglia di intervento dell’ombreggio intorno i 40 Klux, è sufficiente una rete ombreggiante al 50%.
Irrigare copiosamente le piante, lasciandole leggermente asciugare fra un intervento e l’altro, così da permettere una buona aerazione delle radici, non spruzzate inutilmente le piante. (Al minimo cenno di asfissia la Gerbera tende a deformare le foglie apicali, dando luogo a manifestazioni spesso scambiate per attacchi di insetti).

Dopo 1-2 settimane dall’invaso, aiutate la ripresa vegetativa con 1-2 interventi di fertirrigazione con Nitrato di Calcio (1.5gr/lt) ed alla prima comparsa dei peli radicali lungo il bordo del vaso iniziate il programma delle concimazioni con un fertilizzante del tipo 15-5-30 a 2gr/lt alla settimana.

Per ottenere un fogliame particolarmente verde consigliamo qualche intervento con 18-18-18 (2 gr/lt), la frazione azotata normalmente contenuta nei concimi di questo tipo è ricca di Ammonio ed Urea, elementi che agiscono per via fogliare, e contribuiscono attraverso la nitrificazione all’acidificazione del substrato, facilitando l’assorbimento dei Microelementi.

Le piante vanno allargate per tempo (dopo 4-6 settimane), e per ottenere un aspetto più compatto è possibile utilizzare regolatori della crescita come Alar 150-200g/hl, nebulizzando finemente sopra le foglie.
(Attenzione, gerbera è abbastanza sensibile ai nanizzanti, quindi saranno sufficienti pochi interventi).

Dopo 8 settimane sono ben visibili i bottoni fiorali, le temperature minime e massime possono scendere sino a 14-16°C
Diminuire le fertirrigazioni ad 1gr/it, settimana utilizzando concimi per la fioritura con rapporto N:K 1:3.



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Primula acaulis/elatior - consigli di coltivazione

Alcuni Cenni di Coltivazione della Primula Acaulis

Periodo di invaso

Le piantine dal contenitore vengono invasate (normalmente in vaso del Ø 10) dalla metà di settembre ai primi di ottobre, è possibile invasare anche più tardi, ciò è più facile nelle regioni del Sud dell’Italia, purché si riesca ad ottenere una pianta ben formata e robusta prima dell’abbassamento della temperatura invernale.


Condizioni e luogo di produzione

Normalmente si coltivano le piante, vaso contro vaso negli appositi contenitori per alcune settimane (4-6), successivamente si procede all’allargatura finale. La densità finale di coltivazione della primula è molto variabile. A seconda delle esigenze del floricoltore si possono coltivare da 25 a 45 piante mq, talvolta anche più. Naturalmente più alta sarà la densità, maggiore sarà l’attenzione dedicata alla irrigazione, alla fertirrigazione, all’uso dei brachizzanti, alla possibilità di coltivare con la massima intensità luminosa e finalizzando a questo scopo le basse temperature.


Substrato
La primula è sensibile ai colpi di asciutto (ingiallimenti delle foglie), ciò significa che il substrato delle piante deve essere tenuto costantemente umido, tale condizione presuppone un terriccio con una buona tenuta d’acqua ed allo stesso tempo un buon drenaggio per evitare pericolosi ristagni.
Un substrato a base di torba bionda mediamente grossolana, con il 15% di Perlite ed un 4-6% di argilla in granuli a nostro avviso potrebbe essere un ottimo compromesso.


Condizioni ottimali di coltivazione

All’invaso e fino ad ottobre, nelle zone del sud Italia le primule devono essere ombreggiate, con reti dal 50% al 70% in base alla latitudine e al tipo di struttura sotto la quale sono poste. Un buon equilibrio luce – temperatura, è importante per una crescita compatta fin dall’inizio.
 
Per ottenere piante rotonde ed accestite con un buon numero di foglie corte e compatte, con un ciuffo di fiori grandi e robusti è indispensabile coltivare in un ambiente fortemente areato, (in presenza di alta UR le foglie crescono morbide, sottili ed allungate).

Con l’approssimarsi dell’inverno sarà più difficile mantenere bassa l’umidità (soprattutto durante la notte) a questo proposito, irrigare al mattino presto, favorendo i tutti i modi (anche attraverso l’uso dei ventilatori) l’asciugarsi delle piante e delle superfici nel più breve tempo possibile. Aprire le serre durante tutto il giorno anche con temperature vicine allo 0° C. Le nostre varietà coltivate come descritto si possono mantenere a temperature minime molto basse (3-5° C) durante tutto l’inverno, ottenendo un’invidiabile compattezza e soprattutto dei fiori enormi e duraturi su peduncoli corti.
Temperature medie relativamente alte 8-12 gradi, in condizioni di bassa ventilazione possono ammorbidire le piante, rendendole sensibili agli attacchi di: Botritis, Ramularia, e batteriosi, ma soprattutto causeranno l’apertura di fiori piccoli e deboli.


Fitoregolatori
Quando in condizioni ambientali non sono ottimali si ottengono buoni risultati con l’aiuto dei fitoregolatori, trattando le piante quando le foglie raggiungono il bordo del vaso con Tilt 20-40g/hl, controllando attentamente l’effetto dopo i trattamenti, si potrà notare infatti che se i trattamenti hanno effetto, le foglie assumeranno una colorazione brillante e più scura.
Le modalità d’uso per entrambi i fitoregolatori citati sono: nebulizzazione fine, (50-100cc/mq di soluzione, eseguendo i trattamenti al mattino presto, consigliamo i trattamenti pomeridiani solo se le piante si asciugano prima della notte).
Sconsigliamo infine trattamenti primaverili per evitare spiacevoli interrazioni sulla fioritura.


Fioritura
Generalmente la Primula non è facilmente programmabile attraverso diverse epoche di impianto. Normalmente le piantine invasate prima non fioriranno più precocemente rispetto ad altre piantate più tardi, vi sarà comunque una maggiore dimensione della vegetazione nelle prime. Una buona programmazione della fioritura si può avere sostanzialmente utilizzando varietà con diversa precocità:

•    Da fine dicembre a gennaio, per le varietà più precoci,
•    Da gennaio a febbraio con serie di media precocità,
•    Per arrivare sino a marzo con le varietà più tardive.


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Ranuncolo/Anemone - consigli di coltivazione

Brevi Cenni sulla coltivazione del Ranuncolo da Vaso


Condizioni e luogo di produzione

Il segreto per ottenere degli ottimi Ranuncoli sta nella coltivazione fredda, arieggiata e luminosa. Le serre dove si intende effettuare la coltivazione devono essere luminose (teli puliti ed in buone condizioni), ci deve essere la possibilità di tenere le finestre o i laterali anche continuamente aperti, è necessaria una semplice superficie di appoggio dove sia agevole eseguire copiose ed uniformi irrigazioni, queste condizioni di luminosità e basse temperature, avranno come effetto fiori più grandi con colori più intensi.


Invaso e substrato

Invasare le piantine singole in vasi del Ø10-11, per la coltivazione in contenitori più grandi (vasi del 12-14) ed in ciotole, consigliamo l’utilizzo di 2-3 piantine.
Va usato un substrato ben drenate per evitare i ristagni idrici, fattore importante soprattutto nella stagione fredda quando il substrato farà più fatica ad asciugarsi.


Condizioni ottimali di Coltivazione

Tenere le piante in ambiente sempre aperto, chiudere le finestre solo di notte, quando le temperature possono scendere decisamente sotto lo zero.
Evitare assolutamente le situazioni di alta umidità ambientale quindi irrigare in modo abbondante il mattino presto.
Per le prime 2 settimane dopo l’invaso fino mantenere le piante a 12-14°C, successivamente quando le piante si saranno affrancate la temperatura va abbassata a 3-8°C.
Quando le radici avranno raggiunto il bordo del vaso, insieme all’irrigazione aggiungere un fertilizzante a basso tenore di azoto.
Il ranuncolo teme la salinità, soprattutto se le piante si asciugano, ma allo stesso tempo è molto esigente e all’inizio le piante vanno tenute molto vegetative.


Fitoregolatori

In condizioni di temperature miti (minime di 8-12 gradi), anche tenendo costantemente aperto, le piante normalmente tendono a produrre una vegetazione molle con foglie lunghe.
In questi casi è importante intervenire tempestivamente con trattamenti brachizzanti settimanali ripetuti, con Alar 300-500g/hl oppure Tilt 15-20g/hl.
Con temperature medie basse il contenimento della crescita diventa più agevole, ed i fitoregotori possono essere utilizzati solo allo scopo di ottenere piante più compatte e rotonde.


Fioritura
Come per la Primula il periodo di invaso non influenza la fioritura del Ranuncolo; esso fiorisce quando i giorni iniziano ad allungarsi, tra la fine di febbraio ed i primi di marzo.
Nel ranuncolo i regolatori di crescita rivestono un ruolo importante nella fase di fioritura, soprattutto se la primavera inizia con giornate miti e soleggiate.
Nelle suddette condizioni la pianta con i bottoni già formati, tende ad allungare gli steli fiorali, pregiudicandone l’aspetto e la robustezza.
Dopo la formazione dei boccioli fiorali, trattare sempre con Alar oppure Tilt settimanalmente, almeno fino a che questi non mostrano il colore. Interrompere troppo presto i trattamenti renderebbe vano lo sforzo. Infatti, il fiore del ranuncolo continua a crescere finché il bottone è chiuso. In questo modo l’internodo che si differenzia lungo lo stelo (il quale naturalmente si alza fino a 20cm, dando luogo a 2 piccoli bottoni laterali inutili) deve mantenersi al centro della vegetazione producendo nuove forti ramificazioni fiorali.
Le piante coltivate con questi accorgimenti si presteranno rotonde e compatte con bellissimi fiori, robusti.



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Viola - consigli di coltivazione

Le VIOLE DEL PENSIERO in passato venivano utilizzate solo per le fioriture primaverili, con alterni risultati, vista la relativa resistenza delle vecchie varietà alle alte temperature.
Oggi, un continuo lavoro di miglioramento genetico, permette di esporre all’esterno questo bellissimo fiore dal mese di Settembre fino a Maggio.
Questa possibilità ha dato un nuovo impulso al mercato, alla produzione ed alla ricerca, mettendo in moto uno sviluppo continuo di nuove varietà, che interessa anche le VIOLE a fiore piccolo “CORNUTE”, per le quali prevediamo un forte incremento della coltivazione nel futuro.

Substrato

La coltivazione della viola in vaso dal momento del trapianto alla fioritura dura 5-7 settimane. Per l’invaso va usato un terriccio drenante con pH 5.5-5.8.

Coltivazione

Per i primi 10 giorni di coltivazione mantenere le piante a 14°C per permettere l’affrancamento sul vaso, successivamente la temperatura può essere abbassata a 10°C.
Le piante possono essere irrigate con un concime per la fioritura con rapporto N:K 1:3, mantenendo sul terriccio circa 400-500microS.

Per mantenere la pianta compatta è possibile intervenire con i Tilt 30-40g/hl.


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Alstroemeria - consigli di coltivazione

 

Nelle condizioni di coltivazione in Italia, le piante vanno invasate in autunno dalla fine di Settembre fino a Novembre, nelle zone del Centro Sud. Sfruttando le ancora buone condizioni autunnali l‘Alstromeria crescerà bene in serra fredda realizzando una chioma che coprirà il vaso, prima del freddo.

Le piante ben radicate con una chioma già ben sviluppata possono passare l’inverno in serra luminosa e ben arieggiata, fino a temperature di 8 C°. Temperature più basse o sotto lo zero possono danneggiare o distruggere le foglie, ma se il rizoma non gela, la pianta riprenderà a vegetare in primavera. Un periodo di freddo fra 5 e 14°C è necessario per indurre la fioritura. Per ottenere piante compatte ed una fioritura copiosa è sufficiente forzare l’Alstromeria con 16-18°C di giorno, mantenendo 8-12°C di notte, temperature facilmente ottenibili in serra fredda in Italia. 

Per la coltivazione dell’Alstroemeria è necessario usare un terriccio da invaso ben drenante con un ph compreso tra 5-6 ed una Ec di 0.6-1.0 mS, circa 600 -1000 grammi di fertilizzante a mcubo. Inizialmente le piante vanno sistemate le une vicine alle altre, per poi essere spaziate successivamente a una densità di 8-10 piante/mq.

 

 

Invaso wk

Vernalizzazione 
Serra fredda Temp min 6-10°C

Forzatura naturale o
in serra oltre 14°C

Tempo di coltivazione totale
Nord Italia 38-40 46-08 09 - 18/19 32
Centro 40-42 47-06 07 - 16/17 28
Sud Isole 42-46 48-04 05 - 14/16 24

 

Alstroemeria produce una folta chioma molto velocemente quindi necessita di adeguati apporti di Azoto e Potassio, cercando di mantenere nel terriccio un’EC intorno ai 1000 microS ed un ph di 5.6. Intervenendo anche con trattamenti a base di Fe e Mg per evitare carenze. Durante l’inverno concimare con un titolo basso di azoto (N-K 1:4+ mg) per mantenere compatta la vegetazione. Da Febbraio Marzo o con la buona stagione utilizzare un fertilizzante equilibrato, con Calcio e Magnesio.

Dopo l’invaso le nostre temperature autunnali permetteranno ancora un ottimo  sviluppo del rizoma, 3-4 settimane dopo l’invaso con l’abbassamento naturale della temperatura , o impostandola a 9-12°C di giorno e 8-10°C di notte, la crescita sarà più lenta, ma le basse temperature avranno un benefico effetto sulla coltivazione, come un allungamento del periodo di fioritura, un aumento degli steli fiorali, e una diminuzione degli apici ciechi. 

L’Alstromeria è una pianta a giorno lungo. Questo significa che più lungo è il giorno, più rapidamente si formano i boccioli, e maggiore sarà il numero di steli.

a)      Più di 14 ore di luce comporta una riduzione del numero di fiori nelle infiorescenze.

b)      13-14 ore di luce promuove la formazione dei getti.

c)      Il prolungamento delle ore di luce comporta la diminuzione degli apici ciechi.

 

Malattie e Parassiti 

Botrytis: si manifesta con macchie marroni sulle foglie e sui boccioli. Difesa: ventilare abbondantemente per controllare gli eccessi di U.R.; evitare la bagnatura della chioma e la formazione di rugiada; irrorare Rovral plus 150 g/hl.

Pythium: le radici diventano scure e marciscono. La parte vascolare del rizoma rimane intatta, ma la cuticola esterna marcisce. Difesa:irrigare moderatamente ed evitare forti oscillazioni di bagnatura. Eliminare prontamente le piante infette; irrigare regolarmente con soluzioni di Ridomil gold sl 20g/hl, Aliette 200g/hl e Previter 200 g/hl

Rhizoctonia: Gli steli marciscono appena sopra il livello del terriccio, il marciume prosegue poi colpendo il rizoma. Le piante dormienti o quelle che hanno appena superato la fase di dormienza, sono le più vulnerabili. Difesa: irrorare con Rizolex 100 g /hl

Afidi: colonie di insetti verdastri o bruni infestano le parti giovani della chioma e la pagina fogliare inferiore; la loro attività alimentare causa rallentamenti nella crescita e deformazioni. Sono tra i principali vettori di infezione da virus per l’Alstroemeria. Difesa: dalla comparsa dei primi parassiti irrorare Confidor sl 80 g/hl.

Larve di lepidottero: le foglie e i fiori mostrano delle asportazioni di tessuto causate da larve verdi o brunastre con abitudini alimentari diurne o notturne. Difesa: intervenire sulle larve di giovane età perché più sensibili ai pesticidi; irrorare con Lannate 200 g/hl, Decis 80 g/hl, Laser 20 g/hl.

Tripidi:i fiori sono deformi, presentano delle rotture di colore, e stentano ad aprirsi; le foglie sono deformate, mostrano delle rugosità e callosità del lembo superiore. Difesa: irrorare con  Lannate 200 g/hl, Decis 80 g/hl, Laser 20 g/hl.

Alstroemeria mosaic virus: il virus si manifesta con la comparsa sulle foglie di un maculature di colore verde chiaro alternato a chiazze più scure. Solitamente si trova sempre in associazione con altri 2 virus A. steak virus and A. carla cirus. Questo virus è trasmesso dalla linfa, attraverso tagli o rotture oppure attraverso gli afidi.

Alstroemeria Carla Virus: non si manifesta con sintomatologie particolari, ma ha come effetto primario la diminuzione della durata dei fiori. E’ trasmesso dalla linfa con tagli e rotture o attraverso gli afidi.

Cucumber mosaic virus: solitamente è accompagnato da A. mosaic virus e da A. carla virus. Può essere trasmesso anche da seme.

Tomato spotted wilt virus: si manifesta con la comparsa sulle foglie di anulature concentriche, annerimenti e necrosi delle nervature, deformazioni fogliari, i peduncoli mostrano strozzature ripetute e vicine. I fiori, se presenti sono malformati, le piante mostrano crescita stentata e le foglie tendono ad ingiallire e disseccare. E’ trasmesso da tripidi.

 

 

L’Alstroemeria Colorita è riprodotta da meristema in Vitro, in questo modo vengono escluse tutte le contaminazioni da Virus almeno al livello di materiale di riproduzione e Giovani Piante.

 


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Ortensia da vaso - consigli di coltivazione

Ortensia Vaso

Le Ortensie in vaso che vengono consegnate dopo la vernalizzazione, sono state coltivate durante l’estate all’aperto in piena luce. L’obbiettivo principale di tale coltivazione è di ottenere piante con un buon numero di rami forti e maturi, e allo stesso tempo il più corti possibile, in questo modo si evita che durante la forzatura, la nuova vegetazione che si andrà a sviluppare dalla gemma apicale, cresca da troppo in alto, indebolendo nel complesso la pianta. Alcune varietà già compatte per loro caratteristica genetica, dopo la perdita delle foglie si possono presentare con rami che possono sembrare troppo corti. La formazione della nuova vegetazione dalla base della pianta, darà luogo ad una chioma più forte ed equilibrata.

Le nostre Ortensie sono state poste a svernare al buio, con temperature minime vicine a 0 C° . In questo modo, oltre che preparare le piante per la forzatura, si provoca la caduta naturale delle foglie. Le piante, provenienti dalla vernalizzazione a basse temperature, (condizioni nelle quali lo sviluppo dei funghi è inibito), vengono poste in serra per la forzatura, ad umidità e temperature decisamente favorevoli allo sviluppo di questi ultimi.

Sulla parte aerea delle piante, sulle gemme, sulle ferite e sui residui vegetali, possono insorgere infezioni dovute a Botrytis. Spesso anche colonie di Afidi , tenute in incubazione durante il periodo di freddo, nella prima fase della forzatura andranno a svilupparsi. Immediatamente dopo l’arrivo, le piante non possono essere lasciate per nessun motivo sui carrelli. Il loro stazionamento sui ripiani in ambiente temperato ed in presenza di umidità relativa normale, provoca l’inizio della loro attività fotosintetica, ma, la mancanza di luce e di  una corretta aerazione, faciliteranno attacchi di marciume sulla vegetazione ancora molle ed alla base delle gemme. Per questo motivo le piante vanno trattate preventivamente o immediatamente dopo la messa a dimora con un antibotritico come Rovral plus 150g/hl unitamente ad un aficida come Confidor 200sl 80g/hl.

Consigliamo di porre le piante in serra in piena luce fin dall’inizio della coltivazione, in specialmodo in strutture con copertura plastica. Riteniamo che sia necessario un leggero ombreggio solo da Marzo e nelle ore più luminose del giorno principalmente nelle regioni del sud. In questo modo i rami si svilupperanno forti, con internodi corti, dando alle piante una forma equilibrata e robusta senza l’ausilio di tutori.

Le Ortensie necessitano di una irrigazione attenta e regolare, all’inizio in misura limitata  per il ridotto apparato fogliare, ma sempre più abbondante di concerto con la crescita. Le Ortensie non sopportano appassimenti della vegetazione, causa di bruciature e danni sulle foglie.

 


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